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rapporto del 15/06/2006
del wwf. italia .

Tratto da : wwf.italia.it/
data pubblicazione:30/06/2006
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ARTICO, UN COCKTAIL DI VELENI SERVITO GHIACCIATO

 Dal nuovo rapporto del WWF emerge che il cattivo stato di salute delle specie artiche dipende in modo diretto dall'esposizione a sostanze chimiche tossiche. A rischio di alterazione irreversibile un'intera regione del nostro Pianeta.

Una terra illuminata dal sole per sei mesi l'anno, per l'altra metà immersa in una notte senza scampo. Una distesa di neve e ghiaccio solo apparentemente deserta, in realtà piena di esseri viventi. L'Artico è una regione talmente remota da sembrare inaccessibile, intatta e incontaminata, al contrario gli studi più recenti mostrano un'emergenza inquinamento: le correnti oceaniche e i venti spingono verso Nord le sostanze inquinanti, provenienti dalle regioni industrializzate degli Stati Uniti e dell'Europa Occidentale. Una minaccia per i suoi 4 milioni di abitanti e le numerose specie animali: lepri, volpi artiche, renne, caribù, buoi muschiati, foche, trichechi, lupi, beluga, orsi, orche, ciascuno con speciali strategie per sopravvivere in un ambiente estremo. “ L'Artico sta diventando sempre più una sorta di discarica chimica ", ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia “Molti tra i prodotti chimici tossici che usiamo nelle nostre case finiscono nell'Artico con conseguenze gravissime per la salute di tutte le specie animali perché tali sostanze si accumulano nelle catene alimentari coinvolgendo, in particolare, gli esseri viventi che ne sono al vertice”. Un cocktail di veleni che colpisce mammiferi e uccelli, compromettendone – secondo gli ultimi studi - in modo grave lo stato di salute, l'abilità a resistere in un ambiente estremo, la capacità di riproduzione, lo sviluppo.

In particolare si è rilevato che l'esposizione alle sostanze chimiche tossiche interferisce con il sistema ormonale e immunitario, modifica i livelli di vitamina A e provoca fragilità della struttura ossea. Ciò vuol dire che a essere alterate sono le principali funzioni vitali: metabolismo, sviluppo, fertilità, determinazione del sesso, funzioni neurologiche, stimoli della fame e della sete, impulsi sessuali.

Gli orsi polari , per esempio, al vertice della catena alimentare, risultano gravemente contaminati da sostanze attualmente in uso negli elettrodomestici , come i ritardanti di fiamma bromurati (BFR) e i composti perfluorinati, con conseguenti alterazioni del sistema immunitario, ormonale e diminuzione dello spessore delle ossa. I beluga , che prediligono acque costiere poco profonde e risalgono le foci dei fiumi, aree ad altissima concentrazione di inquinanti chimici, sono tra le specie artiche più intossicate, tanto che i corpi di alcuni esemplari trovati morti, provenienti dall'estuario del fiume San Lorenzo in Canada, sono stati smaltiti come rifiuti tossici . Per quello che riguarda gli uccelli poi c'è da osservare che molte sostanze chimiche tossiche si concentrano nel tessuto adiposo e, al momento della deposizione, passano nelle uova, con la conseguenza che l'embrione già nelle prime fasi di sviluppo è esposto ai contaminanti chimici . L'esposizione alle sostanze chimiche tossiche insieme ai cambiamenti climatici e alla perdita di habitat genera una miscela micidiale che mette a rischio la sopravvivenza stessa delle specie artiche.

Il Parlamento Europeo , a fine ottobre prossimo, tornerà a decidere su REACH – Registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche - Per il WWF è indispensabile che venga approvato un testo in cui sia chiaro e netto il principio di sostituzione delle sostanze più pericolose , e la progressiva eliminazione di quelle per le quali è già disponibile un'alternativa. Questo principio dovrà poi essere recepito dal Consiglio dei Ministri e il WWF si augura che il Governo italiano giochi un ruolo positivo in tal senso, dal momento che l'industria italiana non potrà che trarre vantaggi da una forte spinta all'innovazione. L'Europa ha insomma di fronte a sé l'opportunità di assicurare la salute dei suoi cittadini e salvare un pezzo di pianeta da una lenta agonia.

Roma, 15 giugno 2006

UFFICIO STAMPA 06.84497377-265-373-215

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