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Album fotografico

La Valle D'Algone

Come si raggiunge.
Da Stenico si segue la Strada Provinciale 34 del Lisan in direzione di Ragoli fino al ponte del Lisan sul Rio Algone.
Prima del ponte si imbocca sulla destra la strada asfaltata che risale la Val d'Algone, percorribile in automobile fino a Malga Movlina 1800 m..

La Valle
La Val Algone è situata nella porzione sud orientale del Parco Adamello – Brenta, nel settore meridionale del Gruppo di Brenta. Tra le valli meno conosciute del Parco, si distende tra la forra di Ponte Pià creata dal torrente Sarca e il Passo del Gotro 1847 m. che la mette in comunicazione con la Val d'Agola. La valle, percorsa in tutta la sua lunghezza dal Rio d'Algone, si sviluppa lungo un asse sud-nord, chiusa tra le cime della catena del Sabbion – Tov – Iron che la separano dalla Val Rendena sulla sinistra è la lunga cresta del Castello dei Camosci e del Sottogruppo del Vallon sulla destra il suo fondovalle è percorso da una strada carozzabile di 15 km che giunge fino a malga Movlina. Dal punto di vista geologico la Val d'Algone rappresenta la linea di contatto tra le rocce cristalline (granito) tipiche del Gruppo dell'Adamello – Presanella e le più antiche rocce calcaree e le marne delle Cime del Gruppo di Brenta, non mancano interessanti affioramenti risultato di una intensa attività tettonica nelle diverse era geologiche.

Selvagge e impervie le due principali valli secondarie della Val Algone: quella del Vallon , dominata dall'imponente Cima Vallon e la Val di Sacco , poco colonizzate dalla vegetazione arborea che in questo settore si ferma attorno a 1300 m. Dal punto di vista naturalistico la Val d'Algone presenta una straordinaria ricchezza di specie arboree, arbustive ed erbacee distribuite nelle diverse fasce fitoclimatiche, la fauna è varia e pò godere di ampi spazi incontaminati, i caprioli si possono osservare nel fondovalle e ai limiti delle numerose radure, i camosci frequentano le pendici rocciose di Cima Vallon e del Castello dei Camosci, nella Val di Sacco si incontra facilmente la marmotta. In questa zona del Parco è ricomparso di recente il Gipeto e nidificano anche alcune coppie di Aquila reale.

Dal Ponte del Lisan si risale il primo tratto, piuttosto stretto e aspro, poi si entra nei boschi di abeti e faggi verso il Prà del Ban attraversando il Rio d'Algone al Ponte di Carner, di Limandos e al Ponte della Sega. Da qui in avanti l'orizzonte si apre ed il paesaggio si fa più vario, in un alternarsi di pascoli alpini circondati da un fitto bosco, con i tipici baiti e le malghe, sopra le quali si innalzano le cime del Brenta. Sulla destra la Cima della Rocca presenta alcuni interessanti fenomeni di erosione (calanchi). In prossimità del rifugio Ghedina 1120 m. si possono ancora osservare i ruderi di una antica vetreria del 1700, esempio interessante di archeologia industriale.

Proseguendo si raggiungono i prati d'Algone, Malga Nambi e quindi Malga Movlina, posta su una balconata naturale da cui si ammirano l'intera valle e le montagne prospicienti del gruppo Adamello – Presanella. Una leggenda narra che in prossimità della malga si tenne nel 1115 un “Giudizio di Dio”, voluto dal principe vescovo Eberardo, tra il campione del Bleggio e quello della Rendena per il possesso della zona contesa tra le due comunità per il pregio dei suoi pascoli. Da Malga Movlina si può proseguire fino al Passo del Gotro e quindi al Passo Bregn de l'Ors, 1836 m., da qui si può raggiungere il rifugio XII Apostoli in Val Nardis o calare nell'incantevole Val d'Agola , oppure salire verso il Doss Sabbion .

Iròn: Ai piedi del Monte Iròn sul versante delle Giudicarie su cui si affaccia, l'antico abitato di Irone – Airone (dalla provinciale n. 34 deviazione sulla destra subito dopo il ponte del Lisan) conserva ancora molte delle sue antiche architetture rurali con tipici elementi alpini tra cui la Chiesetta di San Giacomo maggiore, situata poco fuori dall'abitato di origine medioevale. Il paese fu ripetutamente abbandonato perchè colpito dalle epidemie di peste, ultima in ordine di tempo quella dell'anno 1630 descritta da Alessandro Manzoni nei suoi “Promessi Sposi”.

rifugio XII apostoli
la valle d'Agola
sentiero Castiglioni
I Funghi
Ragoli
Stenico
sentiero l'Ideale
sentiero Brentari
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